Plus Token: Arrestate più di 100 persone in Cina

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In Cina sono state arrestate 109 persone che pare abbiano aver preso parte alla truffa Plus Token, che ha prodotto il furto di più di un miliardo di dollari in criptovaluta

Plus Token: tra i più grandi Schemi Ponzi del settore cripto

Nato dapprincipio in Corea del Sud, Plus Token è stato pensato come piano di investimento “ad alto rendimento” che avrebbe dovuto fornire profitti monstre ai partecipanti. Agli investitori coreani e cinesi veniva promesso un rendimento del 18 per cento, a condizione che fossero disposti a depositare presso l’azienda e-currency come Bitcoin, Ethereum e EOS.

Inoltre, chiunque avesse portato altri clienti in quello che si presentava come un progetto internazionale di criptovaluta avrebbe ricevuto generose commissioni. Tutto ciò, dal 2018, anno in cui Plus Token è stato lanciato, in meno di 12 mesi ha dato vita ad uno dei più grandi Schemi Ponzi che l’intero comparto delle criptovalute abbia mai sperimentato.

Il fatto che l’azienda promettesse profitti stratosferici avrebbe dovuto allertare la gente coinvolta, visto che nessuno può promettere rendimenti di alcun tipo nel mondo dell’operatività ad alto rischio, tanto meno con le cripto. Le valute digitali sono estremamente volatili, e se da un lato è possibile guadagnare tanto, dall’altro è ancora più possibile perdere soldi.

Ad esempio, dal 2017 al 2018 Bitcoin è sceso dal suo massimo storico a 20.000 dollari al minimo di circa 3.500 dollari nel giro di 11 mesi e il valore di portafoglio di parecchi cassettisti che operavano sulla bull market si è drasticamente ridotto, mentre l’equity dei trader più aggressivi ha subito un ingente drawdown.

Ciò nonostante, sembra che per alcuni sia difficile resistere al desiderio di rapido arricchimento, il che spiega perché truffe come Plus Token siano ancora così floride sui mercati delle valute basate su blockchain. Fino al 2019, Plus Token ha organizzato la truffa tramite invio di email nelle quali si parlava di grosse somme di denaro che potevano essere “guadagnate”; i truffatori poi sono scappati con la cassa e hanno venduto le criptovalute sfilate da sotto il naso degli avventati investitori, attività che è concisa con diversi cali del prezzo di Bitcoin, facendo ipotizzare che le discese di BTC a mercato almeno in parte fossero state generate dallo short dei bitcoin rubati con Plus Token.

In seguito alla notizia secondo la quale la società aveva chiuso, i funzionari di polizia e le forze dell’ordine locali si sono messe al lavoro e hanno cercato di trovare i responsabili. L’anno scorso solo sei sospettati risultavano arrestati, ma ora la cifra è salita a più di 100.

Sarà possibile recuperare i soldi ?

Anche se i truffatori sono al fresco, trovare i fondi rubati sarà una questione completamente diversa, e probabilmente molto più difficile da portare a compimento. Per imboscare il denaro sono stati utilizzati ben 6.000 indirizzi di portafogli criptati, sebbene gli investigatori dichiarino in queste ultime ore di essere vicini a decodificare i trasferimenti di tutti i soldi.

Situazioni come queste non sono una novità; l’ultima truffa che ha coinvolto Twitter e account di alto profilo, ha provocato lo scippo di 121.000 dollari in BTC a danno di ignare vittime che avevano creduto di poter raddoppiare il denaro inviato a indirizzi rivelatisi successivamente fraudolenti.

Di Vincenzo Augello