Pregiudizi del trader: l’effetto Fear Of Missing Out

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Il “pregiudizio cognitivo”, noto come bias, si affaccia alla nostra mente ogni volta che non valutiamo razionalmente una situazione, ma la giudichiamo basandoci soltanto sulle nostre personali convinzioni. Se non conosciamo le insidie che si annidano all’interno dei pregiudizi cognitivi non riusciamo a controllarli e si  rischia di prendere decisioni di trading sbagliate.

La finanza comportamentale detta Behavioural finance, individua questi schemi ricorrenti e ci aiuta a comprenderli. Essa valuta il peso della psicologia sul comportamento dei trader e dei mercati. Questo settore parte dal presupposto che gli investitori come tutte le persone non sono sempre razionali ma subiscono dei limiti di autocontrollo, tali da condizionarne la visione della realtà che li circonda.

La FOMO, acronimo di Fear Of Missing Out, è la paura di essere lasciato fuori da un evento collettivo e di rimanere escluso rispetto agli altri trader. Ciò induce ad un effetto valanga che trascina il prezzo: gli investitori comprano o vendono in massa. Le quotazioni così salgono o scendono fino all’inverosimile, ma il valore raggiunto dall’asset non ha nessun sottostante, nessuna ragione macro/microeconomico-finanziaria che lo giustifichi.

A quel punto gli operatori temono di perdere un’opportunità vantaggiosa, così iniziano ad investire; invece di esaminare i fondamenti dell’operazione o l’attendibilità dei dati, operano sulla scia delle determinazioni altrui perché pensano che pure tutti gli altri stiano facendo una scelta valida.

Individuare un mercato “gonfiato” dalla FOMO

Cripto, titoli, commodity, indici e valute possono produrre rendimenti positivi all’inizio, ma restano comunque asset class molto pericolose. Chi investe soltanto sulla base delle scelte degli altri rischia di fatto di accusare importanti perdite di denaro. Infatti, cadere in un comportamento simile significa perlopiù cavalcare un trend apparentemente redditizio, che in realtà è gonfiato dall’emotività generale, per cui i primi segnali dettati dalle posizioni che contano ad un certo punto faranno invertire il trend.

Sui mercati molto volatili un atteggiamento di questo genere è davvero molto rischioso. Peraltro soprattutto nella compravendita di criptovalute, il token può raggiungere il massimo e crollare al minimo nel giro di poche ore, tanto che anche i più esperti rischiano di rimanerne vittima.

Resta un freddo calcolatore

La finanza comportamentale spiega che le emozioni forti pesano sulla nostra razionalità. Non si dovrebbe prendere mai decisioni di trading quando si è troppo felici o quando si è troppo tristi. È facile in situazioni a più alta esposizione di rischio/rendimento farsi prendere dall’entusiasmo, dalla tristezza, dall’ansia o dalla fretta. Il trading paradossalmente è noia, è quotidiana e anaffettiva ripetizione di azioni e valutazioni fatte al computer che la statistica dei numeri sostiene.

Di Vincenzo Augello