Quanto conta il calendario economico in un’attività di trading valutario ?

Lettura 2 minuti

I fondamenti della teoria economica stabiliscono che il prezzo di un prodotto è determinato dall’incontro tra la domanda e l’offerta, ed il mercato valutario non fa eccezione a questa regola. La quotazione di una valuta è frutto anche della combinazione di fattori fondamentali che condizionano il tasso di cambio tra le diverse monete. In particolare la domanda di una valuta è legata alla richiesta di approvvigionamento, la cui consistenza fa salire o scendere il prezzo.

La domanda di moneta arriva principalmente dagli importatori che comprano beni e/o servizi da un paese con una determinata valuta e dagli investitori che puntano sulla detenzione di titoli di quella medesima moneta; pensiamo ai futures e alle opzioni specialmente. La domanda di valuta proviene pure dalle banche centrali per investimenti o per obiettivi legati alla politica monetaria. Tuttavia, in una economia fortemente speculativa, a tutt’oggi, hanno un peso minore le variabili di natura macroeconomica, spesso contrastanti con l’andamento dei prezzi delle divise mondiali.

Fino a 20 anni fa le condizioni economiche, commerciali e finanziarie di un paese erano decisive per valutare la forza e le aspettative future sulla moneta di riferimento. Oggi però la speculazione riempe di inefficienze la finanza globale, perlopiù condizionata dai movimenti di titoli e di denaro. Ciò nonostante un operatore forex dovrebbe comunque tenere sotto osservazione i principali indicatori macroeconomici al fine di avere un quadro tendenzialmente esaustivo delle condizioni reali di un sistema economico e della moneta sottostante.

Resta dunque una valida abitudine quella di leggere le pubblicazioni dei dati sul calendario economico. Sono infatti importanti i macro relativi alla bilancia dei pagamenti, ai tassi di interesse, al tasso di inflazione, all’offerta di moneta, al rapporto debito/pil, al mercato del lavoro e alla produttività. D’altro canto, una grossa mole di fonti mediatiche infondono all’operatore privato un flusso infinito di informazioni talvolta inaccurate, lo convincono della loro attendibilità e quindi a utilizzarle, depistandolo dalla “sporca” realtà dei mercati finanziari. In proposito utilizzerei una proverbio piuttosto noto tra i grandi traders che dice grossomodo così: se ritieni di possedere un’informazione di valore ma fare trading su di essa non è sufficiente a farti finire in prigione allora quell’informazione è quasi certamente insignificante o troppo obsoleta.  (Di Vincenzo Augello).