Quanto tempo tenere aperte le posizioni ?

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La pianificazione di una strategia di trading, la definizione dell’orizzonte temporale e quindi chiederci quanto tempo vorremmo mantenere aperte le posizioni a mercato, sono aspetti cruciali del lavoro degli investitori-trader, ossia di quei partecipanti ai mercati finanziari che tendono ad operare con la propria testa nei tempi e nei modi a loro più congeniali, a fronte di un impegno serio e costante nello studio e l’analisi dei prezzi.

La letteratura finanziaria stabilisce infatti di non cominciare il processo di sviluppo di un piano di trading senza prima aver deciso l’orizzonte temporale. Dunque, una volta deciso, è forse meglio scriverlo a chiare lettere su un foglietto e attaccarlo sul monitor del computer.

Spesso, infatti, percorrere in itinere una via diversa porta a commettere errori, tanto che è più facile ottenere risultati mediocri utilizzando diversi timeframe, piuttosto che un buon rendimento con un solo orizzonte temporale.    

Nel dettaglio, la definizione del personale spazio temporale all’interno del quale si intende operare comporta fare i seguenti ragionamenti:

  • Quale orizzonte temporale si adegua al mio stile di vita e alle mie abitudini ?
  • Il mio livello di emotività è adatto alla natura ingannevole dei mercati finanziari ?   
  • Il mio profilo di rischio è appropriato per i miei trade ?
  • Di quale rapporto rischio/rendimento necessito affinché rimanga il più possibile obiettivo dal punto di vista psicologico ?

In modo del tutto disinteressato, chi scrive suggerisce di tenere bene a mente queste domande durante l’intero processo di elaborazione di una strategia.

Una volta pronto, prendi la mira

Indipendentemente dall’orizzonte temporale scelto, le opportunità di guadagno vengono dall’identificazione delle inefficienze di mercato. Se il prezzo ha corso troppo in un verso, e si ha l’intenzione di sfruttare il movimento di ritorno, sarà necessario prendere il lato giusto delle operazioni prima che lo faccia la massa.

Bisognerà sforzarsi di vedere le correlazioni prima che lo faccia la maggioranza dei trader dalle tasche più profonde, perché a quel punto il movimento avrà perso gran parte del suo impulso direzionale.

Ecco perché le componenti dell’analisi derivata basate sulla volatilità implicita possono risultare gran cosa nel modesto ambito temporale di un investitore-trader che ne sa sfruttare le potenzialità predittive.

Stanare le inefficienze è la forma mentis dell’operatore privato esperto e cosciente, capace di trovarle in ogni timefame. Le inefficienze dei prezzi sono la più grande occasione di profitto che la finanza di rete del XXI secolo possa offrire ai trader che operano dal proprio computer, briciole che cadono dalla tavola dei padroni del mondo, per loro insignificanti, ma per noi preziosa ricompensa.          

Di Vincenzo Augello