Ransomware: Polizia USA recupera 2 milioni di dollari di criptovalute

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Le forze dell’ordine statunitensi hanno recuperato 2,3 milioni di dollari di criptovalute, refurtiva da attacchi ransomware. In base agli atti giudiziari, i fondi cripto erano tenuti dal russo Aleksandr Sikerin, residente a San Pietroburgo.

La minaccia degli attacchi ransomware

Sikerin fa parte di una nota fazione di hacker nota con la sigla REvil. Le scorribande dell’organizzazione cyber-criminale sono costate care alle imprese di mezzo mondo e il Dipartimento di Giustizia americano ha presentato un resoconto-denuncia presso il Distretto Nord del Texas Dallas Division.

Il ransomware sfrutta la cifratura e le tecnologie crittografiche ed è un problema serio non solo negli Stati Uniti. Molti casi si sono verificati quest’anno, stagione in cui i prezzi delle criptovalute sono aumentati considerevolmente, tanto che Bitcoin ed Ethereum soprattutto hanno ufficializzato nuovi all time high. Sebbene i massimi storici delle due e-currency più capitalizzate siano stati artefici di profitti per trader e investitori, i recenti apprezzamenti hanno anche suscitato l’attenzione della delinquenza online.

L’attacco ransomware si verifica quando un hacker o una rete di hacker prendono il controllo dei sistemi informatici di un’azienda o di un ente, e ne cifrano tutti i dati in modo che siano accessibili soltanto a loro. A quel punto chiedono un riscatto, di solito in BTC o in una criptovaluta più anonima in cambio dei file di accesso. Data la complessità tecnica di questo tipo di intrusioni molte società non hanno avuto altra scelta che pagare.

I 2,3 milioni di dollari recuperati provengono da portafogli di Sikerin, un duro colpo alla criminalità digitale inferto dai reparti di polizia informatica USA e una decisa stretta alle attività illecite sulla rete delle cripto.

Troppi reati online

All’inizio di dicembre, il Dipartimento di Giustizia americano ha annunciato un altro sequestro di circa 6 milioni di dollari in fondi immateriali, ripescati dal wallet di Yevgeniy Polyanin, anche lui operativo del gruppo REvil. Si pensa che Polyanin abbia partecipato a 3.000 attacchi, alcuni dei quali hanno bloccato uffici delle forze dell’ordine in tutto il Texas e in altri Stati d’oltreoceano.

Tuttavia gli ultimi sequestri sono piccola cosa rispetto ai danni che da tempo l’organizzazione REvil provoca. Si stima che il team di pirati abbia rubato non meno di 200 milioni di dollari di criptovalute soltanto nel 2021, sfruttando una tecnica ransomware “proprietaria”.

Aggiornamento quest’ultimo giunto in anteprima grazie alla popolare azienda anti-malware McAfee che, dal 2019 ha stilato un report sul come la formazione cyber-criminale si è formata e come distribuisce i “profitti” tra i soci hacker.

Di Vincenzo Augello