Regolamentare le cripto è davvero necessario ? il parere degli esperti

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La regolamentazione delle criptovalute è da tempo tema controverso, sul quale trader e analisti di tutto il mondo rimangono divisi a metà.

E’ davvero necessaria la regolamentazione ?

Alcuni tra gli esperti pensano che sia assolutamente necessaria. Tally Greenberg, a capo dell’ufficio sviluppo aziendale presso All Nodes, ha spiegato con una intervista:

I regolamenti arriveranno e devono arrivare ad un certo punto, il che stabilizzerebbe ulteriormente il mercato. Protegge gli investitori, quindi è una buona cosa. Non è una cosa negativa

La questione della regolamentazione delle cripto è una sorta di Giano Bifronte, una materia dai duplici risvolti. Da un lato può aggiungere legittimità al settore delle valute immateriali, dall’altro, a causa dei timori sulla Russia che potrebbe usare le criptovalute per aggirare le sanzioni e a seguito dei comportamenti criminali che ristagnano nelle reti delle monete digitali, la regolamentazione può elevare questo tipo di industria verso livelli maggiori di stabilità, rendendola capace di attirare molte più persone.

D’altro canto, sussiste il lato negativo della normazione delle cripto, laddove riducesse la privacy delle relazioni finanziarie o di quella legata ai casi d’uso degli smart contract.

Di fatto, una delle più importanti ambizioni della crittografia è sempre stata quella di fornire a trader e investitori uno spazio privato. Cerca di dare loro indipendenza monetaria e controllo sul patrimonio e le singole situazioni finanziarie. Di conseguenza una regolamentazione rischia di fare partecipi terze parti e occhi indiscreti sulla DeFi e tutto il il pianeta cripto, svilendo il significato stesso della decentralizzazione, alla base dell’economia digitale.

Ciò nonostante, permangono molti altri argomenti per i quali la regolamentazione delle monete virtuali sarebbe necessaria affinché il mondo delle coin in catena di blocco emerga definitivamente e raggiunga la sua massima espressione.

Aaron Klein,  presso gli studi economici alla Brookings Institutions, sottolinea che il problema non sono le cripto normate, ma se ben normate.

Attualmente, esistono modelli di regolamentazione delle criptovalute, come il disegno di legge sulle infrastrutture della scorsa estate negli Stati Uniti che contiene verbali mirati ai trader e agli investitori di valuta digitale, soprattutto in materia fiscale.

In realtà afferma il ricercatore le regole possono starci, ma potrebbero non essere regole giuste, per cui le agenzie USA e all’estero devono concentrarsi sulla piena comprensione del comparto prima di implementare protocolli legali.

E dice:

In realtà si hanno tre possibilità: nessuna regolamentazione, cattiva regolamentazione e buona regolamentazione

Il settore seguita ad evolvere e cresce

Greenberg aggiunge che una delle ragioni per cui la regolamentazione non è stata introdotta è perché cripto e tecnologia blockchain sono tuttora in fase di evoluzione e adattamento.

In questo momento,  sono molte le nuove aziende e i token che vengono emessi che però seguono politiche diverse. La regolamentazione dovrebbe comprendere l’intero settore e il crescente numero di nuove offerte di moneta, il che rende il tutto una grande sfida. Chiosa, dunque, Greenberg:

Le politiche non sono ancora state concepite perché non c’è un precedente per blockchain e criptovalute, quindi è un compito infernale. Capisco perché la gente sta prendendo tempo, ma qualcosa deve accadere presto

Di Vincenzo Augello