Rivoluzione Fintech: PayPal sposa la causa Cripto

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La notizia di alcuni giorni fa secondo cui il colosso dei pagamenti online, PayPal, ha aperto a Bitcoin e alle criptovalute ha certamente sorpreso e segna una svolta davvero importante nel comparto delle valute virtuali.  

PayPal dunque da inizio 2021 farà utilizzare la sua piattaforma anche per effettuare pagamenti in criptovalute, come Bitcoin, Ethereum, Litecoin e Bitcoin Cash. L’obiettivo è di promuovere l’uso e la diffusione di questi metodi di pagamento. Alla news il mondo delle monete basate sulla tecnologia blockchain ha reagito con grande entusiasmo, tanto che il valore di Bitcoin ha immediatamente beneficiato di una corsa agli acquisti spedendolo a ridosso del suo massimo di tre anni. Tuttavia, l’accesso alle criptovalute tramite PayPal per il momento sarà consentito solo ai clienti americani.

PAGARE IN CRIPTOVALUTE DIVENTA FACILE

L’entusiasmo nella community cripto è comprensibile: PayPal è riuscìta velocemente a rendere semplici, rapidi e sicuri i pagamenti su internet e oggi l’azienda co-fondata da Elon Musk tende a fare la stessa cosa con i pagamenti in Bitcoin o in altre valute crittografate, eliminando il rischio di svalutazione per il rivenditore.

Effettivamente, una delle difficoltà che rende le criptovalute inadatte agli acquisti quotidiani è la loro volatilità, che espone i rivenditori all’incognita che la somma pagata possa perdere di valore o che invece guadagni molto rapidamente. PayPal elimina il rischio legato alle fluttuazioni dei prezzi, facendo in modo che la somma ricevuta in cripto dal compratore giunga al rivenditore in dollari per mezzo di una conversione istantanea. Attraverso questa funzione di exchange il venditore può accettare pagamenti in Bitcoin o in altre valute non convenzionali senza dover subire l’esposizione all’azzardo che il valore della vendita cambi e senza dover aprire un wallet cifrato per conservare le criptovalute.

E’ L’INIZIO DI UNA RIVOLUZIONE

A rendere rivoluzionaria questa decisione è anche la reputazione di PayPal a livello globale. L’azienda californiana conta 350 milioni di clienti nel mondo, soprattutto millennials, una fascia di utenza meglio disposta alle valute virtuali e che nel secondo trimestre dell’anno ha eseguito transazioni per oltre 200 miliardi di dollari.

Ciò aumenta le probabilità che questo intervento abbia un impatto forte anche sul mercato. Dal punto di vista concreto da un paio di settimane circa è quindi possibile per i clienti PayPal statunitensi comprare, conservare e vendere Bitcoin e altre criptovalute per un massimo di 15.000 dollari settimanali. Fino ad inizio 2021 non sarà permesso spendere o inviare ad altri account le criptovalute acquistate su PayPal, ma solo rivenderle sulla stessa piattaforma, come investimento, proprio come si farebbe con un normale exchange.

La posta in gioco è quella di far avvicinare milioni di clienti ed esercizi a un mondo considerato cervellotico e oscuro, permettendo ai compratori di acquistare e spendere criptovalute con una piattaforma perlopiù familiare e ai venditori di accettare i pagamenti in moneta virtuale, eventualità poco allettante fino ad oggi nella vita reale.

C’è poi chi ha aggiunto che tutto ciò sia soltanto il primo passo per una iniziativa futura ancora più audace, ovvero il lancio della criptovaluta PayPal. L’azienda statunitense in effetti si è già interessata a progettualità simili, d’altra parte fu tra i primi investitori di Libra, la cripto sviluppata da Mark Elliot Zuckerberg e potrebbe decidere di procedere su questo versante, scommettendo sulla solidità e la reputazione del proprio brand nel pianeta dei pagamenti online.

Di Vincenzo Augello