Nakamoto al soldo del Re della Cocaina ?

Lettura: 3 minuti

Il mistero che circonda Satoshi Nakamoto, nickname del creatore della moneta digitale numero uno al mondo si infittisce di trame a dir poco sorprendenti.

Cosa faceva Nakamoto prima di lavorare su Bitcoin ?

Nelle ultime ore é filtrata la notizia che il famigerato sviluppatore di Bitcoin avesse in passato legami con alcuni individui molto loschi. Escobar Inc., la società legata a Pablo Escobar, signore della droga latinoamericano, sostiene che Nakamoto può aver avuto dei rapporti con l’azienda in passato.

Vertici della Escobar Inc., ora affermano che Satoshi potrebbe essere un nome inventato, ma che Nakamoto è il vero cognome della persona; pensano che l’individuo che molto probabilmente ha lavorato per loro ha sviluppato Bitcoin ed è conosciuto con il nome di Yasutaka Nakamoto.

Olof Gustaffson,  CEO di Escobar Inc., racconta che Nakamoto era uno di quelli che contrabbandava droga negli Stati Uniti per conto del Re della Cocaina. In seguito, dopo averla scampata ad un tentativo di assassinio, Nakamoto si sarebbe nascosto e da allora non è stato più visto né sentito, ma il suo lavoro sui codici Bitcoin successivamente avrebbe comunque generato nuova attenzione verso la sua persona e la sua attività.

Gustaffson dice anche che il fratello di Yasutaka è Dorian Nakamoto, che tempo prima era stato indicato da Newsweek il vero inventore di Bitcoin.

Le ipotesi sulla genesi di Bitcoin sembrano non finire mai. La settimana scorsa, un video su YouTube ha lasciato intendere che l’informatico britannico, Adam Back, sarebbe il creatore di BTC, anche se Back ha prontamente negato qualsiasi coinvolgimento nello sviluppo della criptovaluta.

Poche settimane fa, altri personaggi famosi, come John McAfee, hanno formulato personalissime teorie ma non hanno contribuito a chiarire l’enigma su Nakamoto. Il magnate degli antivirus ha dichiarato di essere certo al 99 per cento di chi sia il responsabile della circolazione in Rete della criptovaluta più capitalizzata, ma non lo dirà a nessuno.

Il mistero adesso diventa sempre più intricato, considerato che Gustaffson entrando nei dettagli e soprattutto nel background tecnico del presunto progettista di Bitcoin, afferma che Nakamoto era ingegnere capo alla Pacific West Airlines e lavorava nei semiconduttori e nei microprocessori, esperienze che gli avrebbero fornito le conoscenze necessarie per sviluppare la prima valuta digitale basata su blockchain.

Le cose si complicano

Gustaffson dice anche che Nakamoto è morto nel 2010 poco dopo aver sviluppato Bitcoin. Per coincidenza, l’ultima volta che Nakamoto ha postato qualcosa nei forum su Bitcoin è stato a metà dicembre di quell’anno. Poi, in una chat di quattro anni dopo, che solo apparentemente comprendeva un suo ultimo post, si è rivelata falsa, facendo riferimento ad un’altra persona.

Molti tra analisti e osservatori sono interessati alla vera identità di Nakamoto, al contempo parte di loro dice invece di non volerne sapere di più e spiegano che forse sarebbe meglio se il mondo non la scoprisse mai. Adam Back, nello specifico, nel negare qualsiasi associazione con la valuta digitale più negoziata sul Pianeta, ha detto che sapere chi è stato l’inventore di Bitcoin potrebbe penalizzarne la forza attrattiva verso gli investitori.

Di Vincenzo Augello