Stop Loss o non Stop Loss ?

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Una volta terminata la fase di addestramento in ambiente demo con operazioni simulate e si decide di andare a regime sul mercato reale la gran parte dei trader novizi trova una realtà più complessa e più difficile da gestire. La prima difficoltà è data dall’impegno emotivo che l’investimento con soldi veri comporta e la seconda è la comparsa dell’interesse del broker. Infatti, a prescindere che si decida di operare con un intermediario Market Maker o ECN, l’ampio mercato delle valute è guidato dalla partecipazione dei fornitori di liquidità che consentono al broker di operare e guadagnare un profitto. Appare dunque lecito chiedersi se inserire oppure no lo “stop loss” nelle operazioni di forex-trading.

Ora, da un lato lo “stop loss” consente di pianificare un money management studiato e predeterminato, che in teoria dovrebbe aumentare il vantaggio statistico sul profitto nel tempo, dall’altro non permette di assorbire quelle oscillazioni che sono perlopiù fisiologiche al mercato, fornendo peraltro un’informazione importante al broker, ovvero il punto esatto dove può guadagnare soldi a nostre spese. Quest’ultimo è un aspetto che non può essere trascurato, in quanto in Rete esistono anzitutto diversi broker truffaldini che operano impunemente e abitualmente nell’illegalità e che grazie alla tecnologia e al tipo di “lavoro” che svolgono ogni giorno possono riuscire facilmente ad ottenere dati sensibili sul nostro modus operandi.

Di conseguenza, tutti i nostri sforzi nel tentativo di applicare la matematica basata sulla volatilità potrebbero svanire in un bel nulla di fatto, anzi in una serie di perdite consecutive che non era proprio quanto ci aspettavamo. Il punto è questo: in quanto trader privati dovremo trovare metodi originali, lavorando senza sosta giorno e notte se l’intenzione è quella di arginare le enormi difficoltà date da un avversario dotato di sistemi innovativi e che talvolta bara senza alcun freno inibitore, spinto dall’obiettivo del profitto ad ogni costo.

D’altra parte, operare senza uno “stop loss” preclude al trader di fare scalping, che resta una delle strategie più temute dagli intermediari finanziari, lo obbiga ad una supervisione costante dei prezzi e dovrà invece allenare molto le capacità di analisi e predittive. In questo caso l’operatore in erba soprattutto “deve” mantenere un leveraggio molto basso e che comporti almeno 2.000 punti di margine rispetto al capitale investito, in maniera da ridurre il più possibile l’impatto psicologico, rendere dura la vita anche al broker, procedendo per gradi, con piccoli guadagni ad ogni operazione.    

Di Vincenzo Augello