Tecniche di analisi e trading operativo sul forex

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Le tecniche più evolute per analizzare i grafici sono quelle che sto cercando di descrivere in questo portale. Queste modalità di indagine sul prezzo e sulle dinamiche dei rapporti di cambio sono state testate con il trading reale, nel corso degli ultimi dieci anni e si basano su:

Analisi tecnica di base e avanzata che consentono l’individuazione dei livelli di supporto e resistenza, e che comprendono le trendline, le quote di ritracciamento fibonacci e le principali formazioni grafiche.

L’analisi delle candele giapponesi che permette di visualizzare pattern di continuazione o di inversione del trend.

L’analisi delle medie mobili più importanti, a 21,40, 50, 200 periodi.

L’analisi degli oscillatori e degli indicatori di tendenza come MACD (3.10.1), Deviazione Standard e Regressione Lineare.

L’analisi della volatilità storica attraverso l’ATR (Average True Range).

L’analisi dei derivati, future e opzioni legati al cambio, oltre allo skew (asimmetria) di volatilità implicita.

Questi sei fattori forniscono indicazioni operative sui mercati valutari, ma sarà compito e responsabilità del singolo trader operare soltanto quando tutti, o la maggior parte di questi elementi offriranno segnali convergenti. Quando tutte e sei le analisi indicano un segnale di acquisto/vendita è chiaro che la probabilità di riuscita dell’operazione aumenta. Se solo tre o quattro di queste tecniche restituiscono indicazioni comuni, si può decidere di operare ma con un investimento inferiore rispetto alla media.

In particolare, per quanto riguarda gli strumenti derivati, essi sono senz’altro indicatori cosiddetti leading, cioè anticipatori della tendenza futura del prezzo, ma certamente meno reattivi rispetto agli algoritmi di analisi tradizionale, per cui possono “dirigere” il mercato sottostante su frazioni più estese di tempo.          

Di Vincenzo Augello