“Testa”, ovvero l’incognita del buon senso finanziario

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Nel mondo degli affari per “testa” si intende una certa attitudine verso il buon senso e la cosiddetta intelligenza finanziaria, che in poche parole si traduce nella capacità di comprendere il denaro, di saperlo gestire e di conoscere la differenza tra asset e responsabilità.

L’asset è una proprietà finanziaria che genera entrate economiche: il lavoro, ad esempio, non è un asset, la casa non è un asset, a meno che non venga affittata.

La responsabilità rappresenta la visione contrarian dell’ asset e appartiene alla sfera psicologica dell’individuo, alle sue caratteristiche interiori che consentono di onorare un debito, di pagare l’assicurazione della macchina, il mutuo e fare in modo che un asset seguiti a produrre ricchezza e un flusso di cassa positivo.

Dove l’asset è l’acquisto dei più fortunati, la responsabilità è di coloro i quali, in ragione delle circostanze, hanno minori possibilità economiche. Di conseguenza il ricco compra asset con l’obiettivo di produrre un flusso di cassa positivo, di modo che le entrate superino le uscite. Il buon padre di famiglia al contrario, meno fortunato anche se non necessariamente povero, perlopiù compra debito e cose che non possono produrre reddito.

Attorno a questi due estremi ruota il concetto di intelligenza finanziaria che accosta il possesso di oggetti e cose al denaro e soprattutto al rendimento. D’altro canto, l’esperienza di molti che hanno vinto lotterie o “gratta e vinci” milionari è per certi versi illuminante: buttare alle ortiche 1.000, 100.000 o 1.000.000 di euro è molto più facile di quanto si creda e dimostra che l’ignoranza finanziaria di fronte a grandi capitali è deleteria, per cui soldi e capitale di partenza non significano un bel nulla.

La “testa”, al contrario, spinge a massimizzare le potenzialità del proprio stipendio, quanto a costruire un portafoglio di asset, come possono esserlo le valute, le criptovalute, le azioni e i titoli, che potenzialmente generano un flusso di cassa positivo.

Questo vuol dire che concentrarsi sul buon senso finanziario, prima che sulla nuda responsabilità, induce e dispone verso la spesa e un cashflow eventualmente negativo, ma allo stesso tempo spinge in direzione di un futuro indipendente dal salario. D’altro canto responsabilità è sinonimo non solo di prudenza ma anche di conoscenza, la ricchezza che davvero può renderci lungimiranti e più forti finanziariamente.      

Di Vincenzo Augello