Ti dico perché i metodi convenzionali basati sull’analisi grafica non funzionano

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Le tecniche sui breakout e i pattern che hanno fatto la fortuna di molti trader 30 anni fa, negli anni ’90, oggi non rendono più o non allo stesso modo.

Oggigiorno il trading è gestito dai computer e da una rete capillare di nodi che avvolge l’intero Pianeta, dove gli scambi di valuta e titoli sono completamente automatizzati: ogni figura grafica, più o meno nota, che si dovesse presentare sui nostri monitor, ogni segnale che dovesse essere rilasciato da qualsiasi strumento di analisi quantitativa, che con impegno abbiamo imparato ad utilizzare, viene immediatamente riconosciuto dal microprocessore delle istituzioni che regolano le economie con la speculazione e la guerra valutaria delle banche centrali.

In pratica, quando la gran parte degli operatori e delle banche d’affari hanno accesso alla medesima configurazione il risultato atteso da questa strategia è reso inefficace dall’arbitraggio, che consiste nel comprare un asset su un mercato e di rivenderlo in un altro per sfruttare il differenziale dei prezzi.

E’ statisticamente dimostrato che i setup sugli studi di Charles Dow nel IXX secolo o sulle figure grafiche (pattern), nel trading digitale fondato sui numeri producano risultati insignificanti o casuali, se non rovinosi per il capitale privato.

Tra l’altro, questi metodi ancora oggi decantati dai mainstream media generano risultati inferiori alle regole di fondo costruite sul buy and hold. Succede infatti che all’ingenuo piccolo trader di provincia dicono di “fare trading con fiducia”, perchè un mondo di ladri vuole far credere che i profitti da trading siano a portata di mano e che possano essere ottenuti imparando l’analisi classica, tirando quattro linee sui grafici, disegnando trend e griglie fibonacci, il che è semplicemente falso !

In realtà, guadagnare dai mercati valutari è possibile, ma serve un sistema complesso, strutturato e attuabile. E’ comunque necessaria una personale abilità nell’utilizzare le informazioni che derivano dalla volatilità storica ed implicita, oppure farsi guidare da algoritmi pensati sui derivati, continuamente rivedibili, scritti da una fonte credibile che ne limiti l’utilizzo e quindi l’esposizione ai mercati.

Pensiamo soltanto questo: quale società di trading spenderebbe milioni di euro/dollari per pagare un team di programmatori pluri referenziati per fare delle analisi tecniche con indicatori disponibili a tutti. E’ davvero ridicolo immaginare una stanza piena di laureati al MIT con gli occhi fissi sui computer a lavorare basandosi su un indicatore RSI inflazionato….una vera e propria barzelletta…

Di Vincenzo Augello