Trading avanzato: coperture, le strategie che salvano il conto trading

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Coprire un’operazione finanziaria nel trading significa proteggere un investimento da movimenti inattesi del mercato. Nel forex comprare (buy) un cambio presuppone la salita della quotazione per avere un profitto, mentre venderlo (short) ipotizza la sua discesa per guadagnare. L’attività previsionale e lo studio delle dinamiche dei prezzi è quindi una componente importante del lavoro del trader. Ciò nonostante, le previsioni si sbagliano e sui mercati ad alta esposizione di rischio può costare caro.

Quando compriamo un cross sul forex pensiamo quindi che la sua quotazione salirà, ma se invece il mercato dovesse venirci contro e dovesse scendere improvvisamente cosa si fa ? Lo stop loss in questi casi è importantissimo e va impostato in modo da rispettare un corretto rapporto rischio – rendimento che nel tempo può portare ad un profitto, se la nostra operatività complessiva ha un tasso di accuratezza adeguato.

Lo stop loss dunque salva il trader dalle perdite gravi. L’acquisto di opzioni PUT, però, a difesa di un’operazione sul sottostante, ad esempio EUR/USD, introduce una strategia di copertura che gli analisti definiscono acquisto di PUT difensive (protective put) che trasforma un’attività di investimento long in una short. Ciò significa che se il prezzo dovesse scendere rapidamente, l’acquisto di una PUT in un primo momento andrebbe a compensare le perdite subite dall’acquisto sul mercato forex (spot) e potrebbe generare un profitto se la discesa del cambio sarà adeguata. In poche parole le flessibilità e la potenza delle opzioni sono in grado di modificare una situazione perdente in una vincente.

Naturalmente, quando si decide di coprire un trade perché non promette bene bisogna pagare il premio dell’opzione, che funziona come un’assicurazione, augurandosi che l’evento negativo non accada; per cui sul forex, se il cambio dovesse risalire, dovremo chiudere l’operazione solo a livelli che comportino un profitto superiore al valore del premio pagato per l’opzione comprata; un contributo ai mercati per evitare una perdita reale nel caso in cui l’evento negativo dovesse realizzarsi.

Tutto ciò è assolutamente valido sul piano teorico, ma in concreto in base ai livelli di volatilità attuale le PUT o le CALL difensive (quando si vuole difendere la vendita sul forex) non sono  efficienti. Sono strategie di copertura che funzionavano 7 – 8 anni fa quando sulle piazze valutarie si registrava una volatilità media di 120 punti a seduta, mentre adesso si può lavorare solo su 42 punti medi giornalieri.   

ALLORA CHE SI FA ?

Ci si deve spostare sulle opzioni. Ovvero le coperture si fanno con il forex a protezione di una strategia in opzioni. Le strategie con le opzioni sono davvero tante ed alcune molto complesse, ma chi mi conosce sa che il mio trading è spartano e si basa fondamentalmente sulla vendita settimanale di PUT o di CALL. Vendo PUT quando penso che il cambio EUR/USD  si apprezzerà e vendo CALL quando credo che si svaluterà.

COME SI PROTEGGE LA VENDITA DI OPZIONI

La copertura della vendita di una PUT si fa shortando il cambio sul forex al prezzo di esercizio del titolo (STRIKE). In pratica, nel momento in cui la quotazione dovesse scendere fino allo strike, si apre una posizione short che copre la perdita potenzialmente infinita della PUT fino a realizzare persino un guadagno se la discesa sarà sufficiente. Nel caso in cui la discesa non sarà sufficiente subirò una perdita inferiore o al massimo pari al premio incassato dalla vendita della PUT impostando uno stop loss mirato sul forex.

La protezione di una CALL in vendita invece si fa con l’acquisto del cambio nel momento in cui il sottostante dovesse risalire fino allo strike della CALL. In questo caso il forex produce un guadagno che compensa prima le perdite della CALL e poi genera un profitto se la risalita sarà sufficiente. Anche in questa situazione, se la risalita non basterà, fisserò lo stop loss sul cambio forex in modo tale che la perdita sia inferiore o al massimo pari al premio incassato.

STOP LOSS E RAPPORTO RISCHIO RENDIMENTO IN COPERTURA

Nelle strategie difensive lo stop loss deve essere impostato in maniera tale che venga rispettato un valido money managment. Quindi, nel caso di vendita di opzioni si inserisce lo stop loss sul cross ad un valore di quotazione che comporta una perdita inferiore o pari al premio guadagnato dallo short dell’asimmetrico. Ricordiamoci, infatti, che la vendita di opzioni è un’operatività a credito, ossia si conosce e si incassa il guadagno (premio) in anticipo rispetto all’esito del trade.

LE COPERTURE NON GARANTISCONO GUADAGNI AL 100%

Si è così e non bisogna credere alle fandonie di alcuni market maker truffaldini che pubblicizzano guadagni facili dal trading. Tutt’altro ! Certo è che la copertura delle opzioni con il forex è al momento la strategia difensiva migliore in quanto aumenta ulteriormente il vantaggio statistico del trader e le probabilità di chiudere con successo un’operazione finanziaria sul mercato valutario. Per quanto infine riguarda l’operatività in vendita sulle opzioni, come nel forex, bisogna fare in modo che la relazione tra guadagni (premi incasssati dalle operazioni) e perdite potenziali rispettino un money managment produttivo che si costruisce conoscendo il proprio tasso di accuratezza e un correlato rapporto di rischio – rendimento.  (Di Vincenzo Augello)