Trading e investimenti: il problema del temporeggiamento

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La decisione del punto in cui ordinare un’operazione a mercato è determinata non solo da aspetti tecnici ma anche dall’esperienza e dalla personalità del trader. Alcuni operatori sono per natura meno aggressivi, mentre altri sono propensi al rischio. Talvolta noterete che anche in altri aspetti della vita i trader che rischiano saranno più “audaci”, così come quelli “maldisposti” al rischio saranno più “prudenti”. Sono convinto, in realtà, che il trading sia un’arte personale, che necessita del contemperamento di tante variabili e le strategie ne rappresentano soltanto una.

Di conseguenza, anche se i testi di letteratura finanziaria sono zeppi di tecniche d’intervento sui mercati speculativi, il trader privato non riuscirà ad eseguire queste strategie se non sono in linea con la sua personalità ed il suo livello di esperienza. Un operatore poco avvezzo al rischio farà fatica ad attuare un trading aggressivo, strategie intraday o finanche basate sullo scalping. Al contrario, il trader che è solito destreggiarsi con la volatilità degli asset più difficilmente riuscirà ad eseguire in modo sistematico strategie difensive, di lungo periodo, di tipo buy and hold (compra e tieni) come fa il cassettista, che implicano una bassa rotazione dei volumi di portafoglio.

Il cassettista è in genere un operatore meno reattivo rispetto ad uno scalper, tuttavia se eccederà in questa sua caratteristica potrebbe limitare le sue possibilità di profitto e perdere via via varie opportunità di investimento. Infatti, il pericolo di un’attività finanziaria eccessivamente responsabile è quello di maturare una sovrabbondanza di dubbi ed esitazioni alla ricerca dell’operazione perfetta, che non esiste, fino a ponderare tutte le probabilità contrarie troppo attentamente e per troppo tempo.  

A livello psicologico quello che può accadere quando vediamo che il movimento di mercato si allontana da noi, nonostante i giudizi antecedenti erano corretti, è una crescita dei livelli di incertezza che portano a sbagliare il tempo dell’operazione. Ciò vale per il trader di breve termine quanto per quello di più lungo periodo. Il temporeggiamento in ultima analisi equivale al comportamento di un trader aggressivo inesperto che si butta a capofitto in uno scambio senza la necessaria analisi, in una fase in cui il movimento è terminato o peggio ancora sta per invertirsi.

Andrebbe quindi considerato che la mancata corrispondenza tra personalità e modalità operativa scelta nella professione di trader può provocare la fine prematura di una carriera nel trading altrimenti promettente.

Di Vincenzo Augello