Troppi Bitcoin circolano nel darknet

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Secondo Chainalysis, malgrado gli obiettivi raggiunti da Bitcoin negli ultimi 12 anni, la criptovaluta numero uno al mondo per capitalizzazione svolge tuttora un ruolo importante all’interno del darknet.

Quasi 1 milione di Bitcoin sono degli hacker

L’azienda competente per blockchain e cybersecurity, nel suo ultimo rapporto, ha dichiarato che circa  900.000 unità di BTC sono di proprietà di hacker, lestofanti del computer e investitori che operano nel dark web. L’ammontare rappresenta più o meno il 5% dell’offerta totale (total supply) di Bitcoin, che a livello mondiale corrisponde grossomodo a 10 miliardi di dollari. Il vero pericolo è che tutto questo denaro possa trasferirsi nelle istituzioni finanziarie, nelle banche, nelle borse e nei portafogli di altri intermediari mediante operazioni di riciclaggio.

Sembra che, a fronte dei progressi che Bitcoin ha fatto per essere adottato dall’interesse generale, l’asset abbia difficoltà a prendere le distanze dalle sue origini oscure legate al pianeta underground. Grayscale, ad esempio, afferma che nel secondo trimestre sono stati effettuati investimenti per oltre 1 miliardo di dollari in BTC.

Ciò sta a significare che ogni mese sono stati trattati oltre 300 milioni di dollari per operazioni ad intervallo trimestrale. Grayscale è una piattaforma di investimento istituzionale, dove solo i trader professionisti hanno accesso alle attività che offre.

Nello stesso periodo si è avuto l’hacking di Twitter-BTC, che ha visto account di alto profilo, tra cui quelli di Tesla e del CEO di SpaceX Elon Musk, dell’ex presidente Barack Obama, del suo vice  Joe Biden e del magnate di Microsoft Bill Gates, truffati da pirati informatici.

Conforta almeno in parte che sono stati trafugati solo pochi soldi, circa 121.000 dollari in fondi  BTC. Però, se consideriamo la portata dell’intrusione e il numero degli account perforati, la situazione preoccupa e manco poco.

L’ambizione di diventare mainstream

Il problema delle connessioni con la community del mercato oscuro è appesantito dal fatto che le transazioni BTC, a dispetto dei noti warning di scalabilità del codice sorgente, si muovono velocemente. I proprietari dei fondi illegali riescono a nascondere rapidamente il loro denaro. Solo nell’ultima settimana, Chainalysis ha riferito che titolari di Bitcoin illeciti hanno trasferito più di 3 milioni di dollari. Inoltre, quasi mezzo milione è stato inviato ai mixer che dispongono di un algoritmo resistente all’analisi convenzionale della blockchain, in modo da garantire che le transazioni pseudo-anonime di BTC siano effettivamente anonimizzate. Poco più di 200.000 dollari invece sono stati inviati ad altre società di servizi.

Alla fine, le autorizzazioni delle banche a concedere servizi di crypto-custody senz’altro possono aiutare Bitcoin ad ottenere lo status di “mainstream”, ma BTC difficilmente raggiungerà questo traguardo a meno che non riesca a scrollarsi di dosso la sua empatia con la rete oscura.

Di Vincenzo Augello