Un argomento scomodo: gli oscillatori e i padroni del trading

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Gli oscillatori risultano delle volte un argomento tabù, perchè si dice che reagiscano in ritardo rispetto al mercato, nonostante offrano una lettura più immediata e filtrata del prezzo e quindi abbattano il contenuto spesso fuorviante dei fondamentali di una coppia di valute o gli aspetti microeconomici di un’azione.

Di sicuro una linea costruita attraverso una formula matematica da sé difficilmente è in grado di sostenere un’operazione di trading e/o una determinazione di rischio sui mercati finanziari. In proposito, da un piacevole scambio di opinioni avuto di recente sui social con un trader direzionale ne è emersa una considerazione che potrebbe interessare:

quando gli operatori di borsa stavano al floor e operavano alle grida, di certo non avevano i computer e di certo non potevano calcolare all’istante il valore del MACD, dell’RSI o di qualunque altro oscillatore oggigiorno normalmente utilizzati in analisi quantitativa.

I trader conoscevano molto bene i prezzi della sessione di borsa precedente e si limitavano nello scrivere a mano, su un taccuino, le quotazioni della giornata di trading che scorrevano su una strisciata luminosa. Questi operatori gestivano capitali immensi e rappresentavano gli interessi di istituzioni e governi che sicuramente non andavano a mercato con l’idea di perdere soldi.

Oggi pc, smartphone e gran parte dei device che portiamo in tasca, in un attimo, permettono di meccanizzare funzioni informatiche e algoritmi complessi di migliaia di righe di codice, consentendo ad analisti e trader privati di scatenarsi nell’uso di indicatori e “formule magiche” che con il prezzo hanno ben poco da spartire, se non la base di partenza di un modello di calcolo che cerca di spiegare quello che il prezzo dice già con la finanza dei numeri.

In realtà, più ci si allontana dall’uso improprio dei prezzi e più si va verso qualcosa che oggi non rappresenta il prezzo. Ciò che compriamo e vendiamo è sempre una conseguenza che deriva da un interesse più grande, né il MACD, né l’RSI come qualsiasi altro indicatore, partecipano al mercato. Le quotazioni perlopiù si nascondono nella volatilità implicita ed è in essa che dovremmo cercarle.

La ricerca del profitto tramite la misurazione della volatilità, storica e implicita, è un tema centrale del forex-trading moderno, che può mettersi a regime mediante il setup dei titoli derivati di una coppia di valute che in genere replica l’andamento del grafico.

D’altra parte come un capomastro getta le fondamenta e costruisce la struttura portante di una casa, nell’era digitale e con il soccorso dell’informatica ciascuno può creare misure matematiche con valore predittivo, quando esse siano legate alle intenzioni di chi è a livelli altissimi di potere.

  

Di Vincenzo Augello