USA-Cina a un passo da una nuova guerra fredda riporteranno Bitcoin sopra i 10K ?

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Gli Stati Uniti e la Cina potrebbero entrare in una nuova guerra fredda ora che la pandemia da Coronavirus sembrerebbe placarsi.  Secondo alcuni analisti questa è una seria possibilità e, se sia l’est che l’ovest dovessero intraprendere questo pericoloso sentiero, le conseguenze potrebbero impattare positivamente sull’oro e su Bitcoin, pseudo bene rifugio quanto il metallo giallo.

Siamo a un passo da una nuova guerra fredda tra Stati Uniti e Cina ?

Nelle ultime settimane, entrambi gli asset hanno ricevuto parecchia attenzione dagli osservatori di mezzo mondo, mentre gli ultimi dati sul biglietto verde indicano che potrebbe venire soppiantato, visto che negli ultimi tempi sia l’oro che la criptovaluta sono stati aggiunti in modo importante nei portafogli di piccoli e grandi investitori. I rumors ventilano che entrambi saliranno di valore nei prossimi anni e BTC/USD in particolare raggiungerà i 75 mila dollari in tre anni.

Allo stato attuale, le relazioni tra Stati Uniti e Cina non sono delle migliori. L’Occidente è avvelenato con l’Est, sostenendo che è responsabile di aver scatenato la pandemia da COVID-19 sul Pianeta. Il presidente Donald Trump, da parte sua, chiede un risarcimento a Xi Jinping, Presidente della Repubblica popolare cinese dal 14 marzo 2013, per i danni che avrebbe causato, mentre Pechino se la ride della richiesta e ritiene che tale addebito pregiudicherà il loro rapporto.

Tra l’altro, a livello federale, la Cina è stata citata in giudizio anche dallo Stato della Louisiana negli Stati Uniti.

Di primo acchito la situazione tra USA e Cina non dovrebbe precipitare in una spirale senza ritorno fino a una guerra fredda, ma se i risentimenti invece seguiteranno e le due superpotenze non dovessero giungere ad una mediazione, Bitcoin si potrebbe avvantaggiare. Peraltro, la criptovaluta ha sviluppato una correlazione con lo yuan nel corso degli anni

Di fatto, Stati Uniti e Cina sono in aperta competizione nel settore delle e-currency e la repubblica popolare cinese é sul punto di convertire alla versione digitale la sua moneta fisica nazionale. D’altro canto in America le valute virtuali sono accettate e utilizzate da diversi rivenditori, tra cui aziende come Subway, famosa catena di ristoranti fast food in franchising, che vende principalmente sandwich, che chiamano Sub e insalate.

In più, con le misure di sostegno approvate a marzo, un bel numero di rappresentanti a Washington hanno votato a favore dell’invio degli aiuti economici nella forma di fondi digitali per evitare la diffusione del Coronavirus. Purtroppo, però, la proposta di legge al Congresso non è andata a buon fine e, alcuni che ne avevano diritto, hanno trovato gli assegni nelle cassette postali, senza comunque scalfire l’idea nella testa di molti americani di avere un giorno un dollaro completamente immateriale.

Di Vincenzo Augello