Vantaggi e Svantaggi del CriptoBrowser Brave

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Brave e Basic Attention Token tentano di far evolvere l’informazione su Internet, creando una  relazione sana e alternativa tra utenti, editori e gli inserzionisti di materiale pubblicitario. Ognuno di questi attori potrà trarre vantaggio dall’ecosistema costruito su Brave e Basic Attention Token (BAT). L’avventura Brave Software è cominciata nel 2016, grazie a Brendan Eich, programmatore capo del linguaggio di programmazione JavaScript nel 1995, ispiratore di Mozilla e di Firefox dal 1998 al 2016.

Nel maggio 2017, una raccolta di fondi per finanziare l’azienda Brave tramite una ICO (Initial Coin Offering) riesce a raccogliere 35 milioni di dollari in 30 secondi. Fin dall’inizio, il nuovo navigatore web si è concentrato sulla protezione dei dati personali e per questo si basa sul motore di ricerca Qwant. La versione 1.0 è stata formalmente lanciata il 14 novembre 2019, mentre l’utenza ha ora superato la soglia dei 10 milioni.

BAT, d’altro canto, è un token ERC20 derivato da Ethereum (ETH). Ne sono stati emessi 1,5 miliardi di unità. Basic Attention Token (BAT) è la pietra angolare del sistema tripartito che lega utenti, creatori di contenuti ed inserzionisti. L’internauta con Brave può scegliere, in modo non obbligatorio, di ricevere pubblicità in cambio della criptovaluta, ottimizzando la visualizzazione degli annunci.

Funzionamento ecosistema Brave-BAT. Relazioni tra utenti, inserzionisti e publisher

Vantaggi dall’uso di BAT e di Brave

I principali vantaggi forniti da Brave e dal suo token di criptovaluta (BAT) sono la nuova logica di advertising e il nuovo meccanismo di promozione dei prodotti e dei servizi su Internet. Inoltre, le specifiche default di blocco dei banner traccianti e dei tracker consentono un spazio digitale sicuro e di privacy che migliorano la navigazione in Rete. Ecco perché è l’europeo Qwant e non Google il motore di ricerca predefinito del browser basato sulla blockchain di Ethereum.

Svantaggi dall’uso di BAT e di Brave

Brave espone a warnings del suo codice sorgente, irrisolti su Twitter. A fare le spese dei bugs, che non penalizzano la funzionalità e la sicurezza del browser sul social network, sono soprattutto gli annunci mirati sul microblogging che stentano con Brave – Nightly. Il successo del token BAT infatti è legato per ora esclusivamente alla popolarità del browser Brave. Un altro grande svantaggio è rappresentato dai colossi concorrenti che dominano il settore dei software per la navigazione sul web. Anche se alcuni di loro sono meno rispettosi della privacy, sono comunque ben radicati nel sistema, per cui ancora oggi Chromium di Google, Firefox Mozilla e Opera restano i protagonisti principali dello scenario digitale. Tra l’altro, proprio perché Brave è un prodotto giovane, manca di estensioni, sia che si tratti di add-on o plug-in, a differenza dei suoi rivali come Firefox e Chrome che ne sono ben equipaggiati.  

L’agguerrita concorrenza con i browser preesistenti è probabilmente uno degli ostacoli maggiori all’affermazione del team di Brendan Eich, e potrebbe penalizzare sia Brave che BAT in futuro. Ma una cosa è certa, la velocità di caricamento, la tutela della privacy e le ricompense per l’attenzione sugli annunci in BAT, sono in grado di offrire un’esperienza sul World Wide Web differente ed innovativa. (Di Vincenzo Augello).

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