Vendite allo scoperto sui mercati valutari, cosa sono e come funzionano

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La prendiamo alla larga. Il Financial Times è il maggiore quotidiano finanziario del Regno Unito. Ogni 12 mesi, seleziona una “persona dell’anno”. Nel 2018 ha scelto George Soros, miliardario e filantropo ungherese naturalizzato statunitense, classe 1930. Ai più, Soros è noto per l’operazione di vendita allo scoperto sulla lira italiana messa in atto nel 1992, in piena crisi valutaria. Soros vendette sterline allo scoperto per un equivalente di più di 10 miliardi di dollari e causò una perdita di valore della lira sul dollaro del 30%, guadagnando una cifra stimata attorno agli 1,1 miliardi di dollari. Il fatto che non sempre si abbiano le idee chiare su cosa sia e come funzioni la vendita allo scoperto alimenta il clima di sospetto quando invece è un tipo di operatività abituale sulle piattaforme di trading valutario. La vendita allo scoperto, conosciuta anche come short selling, consiste nella cessione di una quantità di valuta che non si possiede, allo scopo di ricomprarla successivamente ad un prezzo inferiore. E’ un modus operandi eseguito quando si abbia la ragionevole convinzione che una data moneta è destinata a perdere valore e, dunque, il riacquisto avverrà a un prezzo più basso rispetto a quello ordinato per la precedente vendita. Domina in pratica una logica inversa rispetto a ciò che è alla base delle operazioni finanziarie in cui si vende quello che si possiede. Tuttavia come è possibile vendere ciò che non si possiede ? Interviene un terzo soggetto, l’intermediario finanziario cioè il broker. L’intermediario presta temporaneamente al trader la quantità di valuta per entrare a mercato ed eseguire la vendita allo scoperto. Il broker viene ripagato con un “margine di garanzia”, mediante il quale congela il denaro investito insieme al margine che equivale ad una percentuale attorno il 75% del capitale depositato come ’“assicurazione” e a copertura del rischio che l’operazione non vada a buon fine. Cosa che accade se il valore della valuta sale invece di scendere. Quando un investitore vende qualcosa che non possiede sul forex, il suo profitto potenziale non ha un limite, mentre ne ha uno la perdita che potrebbe subire e che nel peggiore dei casi corrisponde al 75% del capitale investito. In conclusione, è chiaro che questo tipo di operazione richieda una buona dose di capacità, preparazione, mente lucida e propensione all’operatività sui mercati a più alto rischio. Non a caso la vendita allo scoperto è adatta a persone specializzate e sicuramente non alla portata di un normale investitore al quale generalmente si addice molto di più un obiettivo di investimento orientato sul lungo termine. (Di Vincenzo Augello)