Volatilità implicita e Forex

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Lo scompenso tra economia reale e finanza è vivo e vegeto nel trading di valute, se anche sia diversa la natura degli effetti rispetto ai fondamentali delle asset class e dei titoli azionari.

Nel forex, in particolare, i dati macroeconomici e gli sviluppi di politica internazionale dovrebbero inquadrare il valore di una valuta, eppure, da almeno due decenni, la volatilità implicita ricopre un ruolo di primo piano nel determinare il prezzo attuale del pair di monete.

In pratica, l’analisi tecnica fondata sulla volatilità implicita è la stessa dei mercati azionari e non solo.

Quel che è statisticamente certo è che le aree di resistenza e di supporto ricavate dalla negoziazione delle opzioni, individuate sui grafici relativi alle coppie di valute, sono piuttosto accurate.

In figura, è rappresentata la curva di distribuzione corrente delle volatilità delle opzioni Euro/Dollaro liquidate il 4 marzo 2022, dove le oscillazioni a breve termine agli estremi dell’asse delle ascisse possono indicare i punti di flesso e di inversione del mercato sottostante (EUR/USD).

IVOL (15 giorni) EUR/USD 11:20 (UTC + 1) – Fonte: USA CME Group

Le aree cerchiate mostrano i probabili punti di reverse o di pausa di un trend, in cui un ordine contrarian, long sugli strike bassi e short sugli strike alti, costituisce di solito una valida entrata spot.

In buona sostanza, la rappresentazione dei differenziali di IVOL (implied volatility) dimostra come la componente derivata dei mercati finanziari, di per sé impropria al valore intrinseco di una moneta, faccia si che la maggior parte delle decisioni di trading professionale sia basata sulla misurazione in tempo reale della volatilità implicita, la cui efficacia è molto elevata nello scambio di valute.

Per questo, la combinazione della matematica delle volatilità e dei livelli di prezzo di mercato separa i fondamentali dalla finanza, anticipa l’economia reale e favorisce i trade di inversione più profittevoli.    

Di Vincenzo Augello