Whale Alert: troppo pochi i cripto truffatori consegnati alla giustizia

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Secondo un recente rapporto pubblicato da Whale Alert, il portale che si occupa di vigilare sulla fiducia e la trasparenza della blockchain attraverso il monitoraggio in tempo reale e l’analisi di una miriade di transazioni ogni giorno, circa 24 milioni di dollari in fondi criptati sono stati rubati ai legittimi possessori da cripto-truffatori solo nella prima metà del 2020.

Whale Alert: truffatori hanno sottratto un sacco di BTC alla gente

Bitcoin è uno strumento finanziario borderline che può portare a molti cambiamenti positivi. Da un lato potrebbe consentire che l’intero mercato finanziario venga decentralizzato, per cui le istituzioni finanziarie perderebbero il controllo dell’economia valutaria e dei titoli e lo rimetterebbero nelle mani dei singoli individui. In questo modo ognuno avrebbe la gestione del  proprio avvenire, anche se per adesso non se ne parla proprio.

Attualmente sono le banche e le istituzioni a decidere come e quali servizi dare ai clienti. Se i loro dati personali non convincono, cioè hanno registrato mancati pagamenti o hanno subito difficoltà di conto, le banche possono decidere di non supportare questa categoria di persone, il che sta a significare che non avranno accesso agli strumenti finanziari necessari per pianificare il futuro.

Bitcoin, d’altra parte, non legge il nostro background economico. Tutto ciò di cui  si serve per funzionare è un indirizzo di portafoglio e dei fondi a nostro nome. Da lì in poi è possibile acquistare e ottenere un rapido accesso ai servizi bitcoin o a quelli delle altcoin in circolazione.

Purtroppo c’è un però: uno dei grandi problemi che Bitcoin sta affrontando è la mancanza di sicurezza. Truffatori, lestofanti informatici e malintenzionati del computer hanno avuto un grande impatto sul mondo delle scienze crittografiche. Incidenti come quelli capitati a Mt. Gox e Coincheck hanno segnato in modo indelebile il progresso e l’evoluzione delle criptovalute, per cui in tanti siamo tuttora preoccupati di essere coinvolti in esperienze simili.

In base al recente rapporto possiamo intuire qualcosa in più. Whale Alert è noto per i suoi tweet sui principali movimenti in bitcoin e delle altre cripto. Se viene registrata una transazione importante Whale Alert la identifica e ne parla sui social media facendo in modo che l’intera comunità ne venga a conoscenza.

L’ultima sua relazione spiega che sono stati rubati circa 38 milioni di dollari in fondi criptati solo negli ultimi quattro anni e che entro la fine del 2020 questo numero potrebbe aumentare fino a 50 milioni di dollari.

La cosa più preoccupante del documento è il fatto che pochissimi truffatori sono stati consegnati alla giustizia e pochissimi lo saranno probabilmente. Molte piattaforme Bitcoin infatti non forniscono assicurazioni sufficienti e molto difficilmente le persone che rimangono vittime di furti sono rimborsate. Chi esegue transazioni in criptovaluta non è tracciato ed è davvero complicato da individuare, dato che la sua vera identità quasi mai è salvata in un file.

Il rapporto afferma nello specifico:

Una cosa è chiara. Qualunque cosa si stia facendo in questo momento per fermare questi delinquenti non è sufficiente. Se non agiamo come comunità, la reputazione della blockchain potrebbe non essere in grado di recuperare lungo il suo percorso

Di Vincenzo Augello