Zaryn Dentzel di Tuenti torturato e rapinato in casa per milioni di euro di criptovalute

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In Spagna la polizia sta indagando sulla rapina milionaria e la brutale aggressione all’imprenditore Zaryn Dentzel, co-fondatore di Tuenti, social media e network multipiattaforma con sede a Madrid.

Zaryn Dentzel sotto osservazione dei medici

Dentzel ha descritto nei dettagli ai media l’amara esperienza vissuta. Il 38enne tecno-imprenditore ha raccontato che stava trascorrendo una giornata in casa quando il suo campanello ha suonato inaspettatamente.

Zaryn Dentzel

Aperta la porta è stato sorpreso da quattro o cinque uomini incappucciati che hanno forzato l’ingresso nel suo appartamento, picchiandolo selvaggiamente. I banditi lo hanno quindi bendato, sigillando le telecamere di sicurezza per impedire la registrazione di quanto stava succedendo.

Secondo una fonte accreditata, l’increscioso evento è durato diverse ore e a Dentzel è stata spruzzata ripetutamente una sostanza orticante negli occhi e poi colpito con un taser mentre veniva saccheggiato di effetti personali, costringendolo poi a rivelare le password di diversi conti online che custodivano bitcoin e altre criptovalute.

Si pensa che l’informatico statunitense, creatore e primo presidente di Tuenti, avesse decine di milioni di euro sotto forma di cripto-depositi.

I criminali hanno avuto il tempo utile per fuggire e, alla fine, le forze dell’ordine sono state chiamate solo dopo che uno dei vicini aveva sentito le grida di aiuto di Dentzel, che per fortuna non ha subito lesioni troppo gravi, ma un taglio sul petto che il personale medico sta esaminando, mentre un’indagine è in corso in fase di stesura.

Fatti come questi la buona sorte vuole che non siano all’ordine del giorno. Un incidente simile tuttavia è accaduto a gennaio 2018, nel Regno Unito. La polizia è stata allertata sull’intrusione nella casa di un uomo di nome Danny Aston, che gestiva una società di cripto-trading. Aston era stato affrontato da alcuni individui che hanno fatto irruzione nel suo domicilio, forzandolo a trasferire il patrimonio in Bitcoin su conti a loro nome.

Di solito le rapine sono online

La maggior parte delle volte, il furto di criptovalute avviene con rapine informatiche e si perfeziona attraverso exploit e/o bug del software di un exchange o di un wallet digitale.

Una delle rapine informatiche più clamorose è avvenuta mesi fa: è stato l’attacco a Poly Network che in un battito di ciglia ha visto svanire nel nulla oltre 600 milioni di dollari di criptovalute.

Il celebre hack ha però avuto un lieto fine, perchè il pirata agiva “nell’interesse” della rete Poly, nonostante avesse letteralmente fatto tremare l’intera dirigenza dell’importante azienda che concentra la sua attività in transazioni peer-to-peer e trasferimenti di token.

L’hacker infatti aveva notato una vulnerabilità nella blockchain di Poly e ha voluto spiegare cosa doveva essere corretto, per cui, restituito il denaro sottratto con destrezza, oltre ad un bonus premio di 500 mila dollari ebbe in cambio una posizione di primo piano nella nota società di finanza decentralizzata.

Di Vincenzo Augello


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